Scrivi una fanfiction e vinci la pubblicazione!

22 December 2016

Tempo di feste e di regali. Noi di LainYA con Sarah Bianca ne abbiamo uno grandissimo in serbo per voi: l’incipit di un piccolo episodio inedito di Feline, dal quale partire per scrivere la vostra fan fiction!

Se avete sempre sognato di veder pubblicato un vostro lavoro, questa è davvero una grande occasione!

Continuate il racconto della festa immaginata da Sarah (massimo 20.000 battute) utilizzando i personaggi della saga che preferite: Uriel, Dara e Stella, ma anche Carmen, Manuel, Emma, etc… e inviatelo all’indirizzo [email protected].

Insieme a Sarah selezioneremo la fan fiction migliore, che verrà pubblicata il prossimo anno – in cartaceo e in digitale – alla fine del secondo volume della trilogia di Feline. Avete tempo fino al 31 marzo!

 

 

FESTA! FESTA! FESTA!
L’estate sta finendo, ma la nostra voglia di party no!
Per onorare le tradizioni dello Stormo,
anche quest’anno ci sarà la festa più SCONVOLGENTE dell’estate!
Musica, alcol e… COLORE.
Vieni anche tu a divertirti con noi.
Ti aspettiamo mascherato con piume, pellicce o scaglie!
Il grigio è bandito!
NON PUOI MANCARE!!!

Lessi il volantino con un sopracciglio alzato e lo restituii a Stella, che stava facendo del suo meglio per avere l’espressione più angelica e tenera che possedeva.
«Non ci pensare nemmeno», la ammonii.
«Ma Uriel, ci vanno tutti!», si lagnò lei.
«Ho detto di no», sentenziai incrociando le braccia davanti al petto e preparandomi ad andarmene.
«Dov’è che vanno tutti?», chiese una voce alle mie spalle.
Chiusi gli occhi e sospirai, non poteva andarmi bene almeno una volta?
Gli occhi azzurro-verde della mia gemella si illuminarono mentre studiava un modo per ribaltare la situazione a suo favore. Poi, veloce come il vento, mi superò e piazzò il volantino davanti agli occhi curiosi di Dara.
«C’è questa festa assolutamente fantastica, stasera, e ovviamente Emma ci ha invitato tutti, ma lui non vuole andare, ed è un peccato, perché tu non hai potuto vedere molto della zona degli Arcobaleno, e dopo quello che hai fatto per loro ci tengono tanto…», simulò un tono triste e sconsolato, e divenne tutta occhi e labbro tremulo.
Dara le restituì il volantino, e l’ombra di un sorriso le fece incurvare le labbra morbide. Rivolse a me la sua attenzione e il suo sorriso si allargò.
«Non iniziare anche tu, per favore, è una questione di sicurezza», scossi la testa e serrai la mascella: non avrei ceduto.
«Non succederà niente, non essere sciocco! E poi gli Arcobaleno la proteggeranno per tutta la serata», si intromise Stella.
«Come l’hanno protetta quando siamo stati da loro l’ultima volta e i Luna hanno attaccato?», le chiesi con un ringhio nella voce.
La sicurezza di Dara non era una cosa su cui potessi andare leggero. Ero stato sconsiderato già una volta e per poco non ci era costata cara.
Due mani calde mi scivolarono sulle braccia in una carezza delicata.
Chiusi gli occhi.
Dita leggere mi presero per i polsi e mi convinsero a cambiare posizione e ad avvolgere un corpo tiepido e pieno per stringerlo contro il mio.
Piccole scariche di Potere mi fecero rabbrividire e il profumo dolce di miele e gelsomino mi invase i sensi.
«Uriel…», la sua voce bassa e musicale.
Scossi di nuovo la testa, ancora con gli occhi chiusi. No, non avrei fatto lo stesso errore un’altra volta.
La sentii tendersi sulla punta dei piedi, le sue braccia mi circondarono il collo tirandomi gentilmente verso il basso. Il mio cuore iniziò a battere velocemente quando la sensazione del suo seno premuto contro il mio petto mi sopraffece.
«Uriel, l’altra volta lo Stormo non sapeva che mi trovassi lì, sono stati presi in contropiede, ricordi? Questa volta sarà diverso, questa volta sarò al sicuro. Ho tanta voglia di andare a questa festa…», le sue dita si insinuarono tra i miei capelli e mi accarezzarono delicatamente la nuca e il collo.
Rabbrividii mentre istintivamente la stringevo contro di me, più forte.
Strofinò la punta del naso contro il mio, sfiorandomi le labbra senza baciarmi, solo per farmi sentire il sapore del suo respiro.
Aprii gli occhi senza rendermi conto di quello che stavo facendo.
Incontrai il suo sguardo…
E fui fregato.
Di nuovo.
«Saremo mascherati, non mi riconoscerà nessuno», mormorò sulla mia bocca.
Le mie mani si mossero sulla sua schiena, risalendo fino al collo e scendendo verso i fianchi in una lenta carezza possessiva.
«Il tuo odore ti tradirà, è diverso da quello degli altri», le risposi cercando di focalizzarmi sulla discussione e non su quanto volessi che mi baciasse.
«Ci terremo ai margini, lontani dagli altri. Potremmo ballare nel buio, soli, io e te», le sue labbra solleticavano le mie in una tortura deliziosa.
«Dara… ti prego…», cercai di appellarmi al suo buon senso un’ultima volta.
«No Uriel, sono io che ti prego…», sussurrò prima di premere la bocca contro la mia.
La baciai e persi il senso del tempo, dello spazio, dell’universo intero.
C’era solo lei, ovunque, solo lei.
Stella si schiarì rumorosamente la voce e il nostro bacio finì troppo velocemente, per i miei gusti.
Dara sciolse il nostro abbraccio e si voltò felice verso di lei.
«Da cosa ci vestiamo?», le chiese saltellando da un piede all’altro.
«Ho un paio di idee in mente, ma prima dobbiamo convincere Brianne a prestarci la sua scatola del cucito», le rispose nello stesso modo.
Dara rise allegra e si incamminò lungo il corridoio, verso la stanza di mio padre e della sua compagna.
«Me ne pentirò, lo so già», sospirai massaggiandomi con due dita l’attaccatura del naso.
«Con un bacio così, le avrei comprato la luna anche io», mi rassicurò la mia gemella, prima di sgattaiolare via mentre la sua risata vibrava nell’aria.
Sospirai, cos’altro poteva fare un povero ragazzo innamorato?

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